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Ombre Antiche

Tutto comincia da un incontro: il sarcofago di Rapolla al Museo di Melfi. Una statua in marmo che ha fermato il tempo — riportando alla superficie forme classiche, filosofie antiche, un senso di equilibrio che il mondo contemporaneo sembra aver smarrito. Questa serie traduce quell'incontro in materia. Il segno si fa essenziale, quasi scultoreo. La superficie è compatta, densa — la luce vi scivola sopra restituendo ombre profonde e passaggi morbidi, una presenza silenziosa e stabile. In filigrana emerge qualcosa di più sottile: una sensibilità formatasi per immersione nella cultura visiva italiana, dove il rapporto con l'arte, la proporzione e la materia è parte del quotidiano. Un heritage che non si studia — si eredita. Le opere di questa serie non citano il passato. Lo abitano.

L'opera in Architettura

Ombre Antiche nasce da un confronto diretto con l’arte classica, in particolare dal sarcofago di Rapolla conservato al Museo di Melfi. La serie traduce riferimenti antichi in superfici materiche contemporanee, dove il segno si fa più essenziale e la materia più compatta, quasi scultorea. La luce scivola sui rilievi e restituisce una percezione controllata, fatta di ombre profonde e passaggi morbidi, evocando una presenza silenziosa e stabile. In filigrana emerge un elemento identitario: una sensibilità formata all’interno della cultura visiva italiana, dove il rapporto con arte, materia e proporzione è parte del quotidiano. La serie è pensata per: – introdurre profondità e solidità in spazi essenziali – dialogare con materiali come pietra, marmo e superfici minerali – rafforzare un linguaggio architettonico sobrio e senza tempo. Adatta a contesti residenziali di fascia alta e progetti internazionali, dove è richiesto un equilibrio tra contemporaneità e radice culturale.

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