CONCHIGLIE
- Mara Fabbro
- 10 ago
- Tempo di lettura: 1 min
Non solo per una casa al mare.
Quando un’opera richiama il mare, l’associazione è quasi automatica: una casa sulla costa, un boutique hotel, un progetto nautico.
Ma è davvero l’unico spazio possibile?
Quando ho iniziato a lavorare sulle conchiglie, non mi interessava portare il mare dentro una stanza.
Mi interessavano la loro struttura e i segni lasciati dal tempo.
La spirale.Le scanalature.Le superfici consumate.La ripetizione delle forme.
Da queste osservazioni sono nate due interpretazioni molto diverse.
In Materia in circolo ho isolato il movimento concentrico della conchiglia e l’ho trasformato in incisione.

Ne La danza delle conchiglie ho fatto quasi il contrario: ho moltiplicato la forma fino a trasformarla in ritmo.

Due interpretazioni dello stesso elemento naturale.
Le immagino in progetti residenziali, hospitality e beauty care, non necessariamente legati al mare.
Perché il soggetto è importante, ma non è l’unico elemento che considero quando penso a un’opera in uno spazio.
Ci sono la luce, i materiali, i colori, le proporzioni. E il modo in cui la superficie dell’opera reagisce a ciò che ha intorno.
È l’equilibrio tra questi elementi che cerco quando lavoro pensando a uno spazio.



